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CHI RISCUOTERÀ LE TASSE DEI CITTADINI SANPIETRANI?

Nell’ultimo Consiglio Comunale ho presentato un’ interrogazione per avere contezza della situazione economico/finanziaria del nostro paese e per conoscere le misure intraprese dall’amministrazione per contrastare l’evasione e risolvere il problema della riscossione dei tributi.
È necessario comprendere come si sia arrivati al fallimento di Fiscalità Locale, al quasi dissesto finanziario del nostro Comune, ed infine al Commissariamento.
In poche parole Fiscalità Locale era una società partecipata dal Comune che aveva il compito di riscuotere le tasse dei cittadini e di riversarle nelle casse comunali. Quest’ultimo, socio di maggioranza al 65% della partecipata, aveva il compito di controllare la regolarità della riscossione, ma, soprattutto, nel periodo che va dal 2010 al 2015, secondo quanto deliberato dalla Corte dei Conti nel 2016, rimane “inerte ed acquiscente” tanto da generare ammanchi per milioni di euro e il suo conseguente fallimento.
In pratica per anni a San Pietro abbiamo assistito a chi da un lato non pagava i tributi comunali e dall’altro a chi invece li pagava a fronte di una quasi totale assenza dei rispettivi servizi e un conseguente svuotamento delle casse comunali.

Quella di Fiscalità Locale è la storia di un fallimento epocale, una vicenda ingloriosa per il nostro Comune durata quindici anni circa e che non si è ancora conclusa, e che si cerca di tenere nascosta, per coprire le evidenti responsabilità politiche di chi aveva il compito di controllare ed invece è rimasto inerte, continuando ad annaspare e non sapendo ancora come far funzionare il sistema di riscossione, interno – esterno – misto?
E tutto sulle spalle dei cittadini, e soprattutto di quei cittadini che, anche con notevoli sacrifici, pagano puntualmente.

Oggi, con gli atti intrapresi da questa amministrazione, che qualcuno definisce “eccezionali” (transazione per COSAP, ovvero accordo tra le parti, ed emissione accertamenti per Tarsu 2012 e 2013, Imu 2013), si cerca, con molti anni di ritardo, di riscuotere, in parte, viste le transazioni, ciò che si sarebbe potuto e dovuto riscuotere al 100% molti anni fa! Infatti rendono manifesta la mancata riscossione per milioni e rappresentano il fallimento della gestione amministrativa di quegli anni.

È stata, nei fatti, fortemente limitata la liquidità disponibile dell’ente per anni, così come dice la Corte dei Conti. Quanti servizi, a favore dei cittadini, si sarebbero potuti finanziare negli anni con quel denaro?

Quanto affermato lo si può chiaramente evincere dai regolamenti comunali (regolamento Comunale COSAP e regolamento IUC) nel regolamento COSAP ad esempio si individuano chiaramente le modalità di riscossione e le responsabilità dell’istruttoria ai fini della determinazione del canone.

Cerco di essere più chiara per esempio con:

COSAP (Canone occupazione spazi ed aree pubbliche): si recuperano 1,3 milioni in riferimento agli anni in cui la stessa amministrazione in carica oggi non era stata in grado di riscuotere le somme e di vigilare sull’ordine dei lavori. Con una gestione più oculata il Comune avrebbe incassato integralmente le somme, invece che accontentarsi (oggi) di una cifra sicuramente inferiore a quanto spettante, trattandosi di transazione.

TARSU 2012, TARSU 2013, IMU 2013: sono stati inviati 4008 avvisi di accertamento, ma gli stessi amministratori sanno che difficilmente saranno recuperate quelle somme, in quanto nella determina loro stessi evidenziano  “la complessa attività di bonifica in corso” che impone l’accantonamento al fondo crediti dubbia esigibilità.

L’auspicio è che, almeno, queste cartelle, costate 19mila euro, siano state inviate a chi realmente deve pagare e non a i soliti onesti cittadini che dovranno invece, a loro carico, dimostrare di non dovere quelle somme perché già versate o perché non dovute.
Ad oggi, a sei mesi dall’insediamento della nuova amministrazione (i cui protagonisti sono esattamente gli stessi degli anni 2010/2015) non è dato conoscere lo stato e l’affidabilità del sistema di riscossione. Da quello che abbiamo potuto vedere analizzando alcune delle cartelle di accertamento che sono state inviate in questi giorni ai cittadini sanpietrani, la situazione sembra essere ancora critica.

Mi chiedo come mai colui che definiva “risorse” i residui attivi, e che per noi invece rappresentavano e rappresentano una zavorra per il bilancio del comune, ad oggi ancora non sia riuscito ad utilizzarle.

Rimaniamo in attesa che il Sindaco risponda per iscritto alla mia interrogazione e che spieghi quanto prima  le ragioni economiche e politiche che hanno portato a ribadire l’internalizzazione del servizio riscossione pur essendo l’ente fortemente sottodimensionato e, come ribadito dalla Corte dei Conti, probabilmente nell’immediato poco efficace nell’individuazione e nella ricostituzione della banca dati dei contribuenti del paese.
Per capire quanto complessa sia l’internalizzazione, basti pensare che l’Ufficio Tributi che dovrebbe occuparsi dell’accertamento e della riscossione, ha un responsabile part-time a 6 ore settimanali, la cui nomina tra l’altro è scaduta il 31/12/2018.

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