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I MOTIVI DEL NO ALLA REMS

SAN PIETRO VERNOTICO- Approvazione progetto esecutivo della struttura R.E.M.S. presso un’ala dell’ospedale “N.Melli” di San Pietro Vernotico. Il M5S esprime, con una nota stampa, la sua massima contrarietà e ribadisce il NO alla realizzazione del progetto.

Ricordiamo che domani, Giovedi 21 Giugno, è previsto un sit-in presso l’Ospedale sampietrano, alla presenza del Consigliere Regionale Gianluca Bozzetti, del Sindaco Pasquale Rizzo e della sua maggioranza, di parte dell’opposizione consiliare e dei Sindaci dei paesi militrofi.

“R.E.M.S. sta per “Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza”- scrivono i 5Stelle- e “sostituisce” gli O.P.G., ospedali psichiatrici giudiziari, che a loro volta sostituivano i vecchi manicomi criminali.
Nate per effetto della legge “svuota-carceri” (legge n.10 del 21 Febbraio 2014), le REMS sono strutture residenziali sanitarie gestite dalla sanità territoriale in collaborazione con il Ministero della Giustizia.
Queste residenze garantiscono l’esecuzione della misura di sicurezza (detenzione) e, al tempo stesso, l’attivazione di percorsi terapeutico-riabilitativi territoriali per i soggetti a cui è applicata una misura alternativa al ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario o all’assegnazione a casa di cura e custodia.
Sono strutture “più morbide” ad indirizzo sanitario la cui vigilanza interna è demandata ai medici, agli operatori socio-sanitari, agli psichiatri e, forse, ad un paio di vigilantes. Nelle REMS, infatti, non c’è più la sorveglianza svolta dalla Polizia Penitenziaria.
Sono quindi“politicamente corrette”, ma nessuno le vuole nel proprio territorio per lo scarso livello di sicurezza che le contraddistingue.
Stiamo parlando di strutture che ospitano detenuti considerati socialmente pericolosi e con problemi psichiatrici che, al termine della pena in carcere, vengono trasferiti nelle REMS. Ci si pone la domanda se una struttura con vetri antiproiettile e recinzione antiscavalcamento, controllata soltanto da pochi vigilantes, peraltro non previsti obbligatoriamente, sia sufficiente a proteggere i “cittadini più deboli”, anche bambini che vivono al di fuori della struttura. Si proprio i bambini, visto che in prossimità della sua ubicazione vi sono scuole di ogni ordine e grado (dal nido alla scuola superiore).”

“Per la sicurezza esterna della REMS- continuano nella nota stampa- attualmente non si prevede un aumento dell’organico delle forze dell’ordine ma l’utilizzo di quelle presenti e già peraltro in numero esiguo, salvo che il Prefetto in futuro non voglia disporre diversamente. Da un punto di vista meramente economico, il personale medico ed infermieristico della struttura non verrà incrementato con nuove assunzioni ma sarà utilizzato il personale già in ruolo o ricorrendo alla mobilità interna. Potrebbe esserci forse un indotto temporaneo derivante dalla parziale riconversione degli ambienti dell’attuale struttura ospedaliera, ma sarà di gran lunga inferiore rispetto al disagio ed ai più che probabili problemi di sicurezza che la REMS produrrà per sempre alla città di San Pietro Vernotico. La sensazione, ma è quasi certezza, è che chi si dichiara favorevole applichi semplicemente le direttive imposte dall’alto, senza un reale senso critico e non avendo come obiettivo il benessere della collettività, ma un effimero e momentaneo ritorno di immagine.
Infatti, mentre i cittadini sanpietrani chiedevano una riqualificazione della città, il PD regionale e locale, con in testa i propri rappresentanti in Consiglio Regionale erano favorevoli alla costruzione di una REMS a San Pietro, mettendo al primo posto l’aspetto economico, nell’immediato, e senza considerare come tale struttura potesse invece danneggiare l’immagine della città, diminuendone l’attrattiva, la qualità della vita per le paure ed i rischi che una struttura del genere, soprattutto se mal gestita, può generare.
La Legge 81 del 2014, seguendo il principio che portò alla chiusura dei manicomi, ha stabilito che l’assistenza deve essere fornita dai Dipartimenti di salute mentale nei territori di provenienza, garantendo le cure necessarie in condizioni dignitose. La stesso testo indica che solo in casi estremi le misure di sicurezza vadano applicate in un luogo chiuso e con la privazione della libertà.
La Regione Puglia e l’ASL hanno scelto di realizzare due piccoli manicomi regionali: le REMS ,uno in una clinica pubblica di Spinazzola e l’altra in convenzione pubblico/privato a Carovigno.
Solo successivamente, anche dopo l’effettivo insediamento e funzionamento, è stato deciso di spostare la Rems da Carovigno a San Pietro Vernotico.
A questo punto ci sembra lecito e doveroso porre alcune domande:
1) Perché la scelta di spostare l’ospedale psichiatrico giudiziario da Carovigno a San Pietro Vernotico? Chi lo ha deciso?
2) Quali sono stati i criteri adottati che hanno prevalso e condizionato la scelta della struttura di San Pietro?
3) Perché l’amministrazione comunale allora in carica non ha affrontato democraticamente, approfonditamente e in piena trasparenza una discussione sul tema in sede di Consiglio Comunale?
4) Quali sono le opportunità occupazionali e di sviluppo economico di un territorio a forte vocazione agricola,artigianale e turistica: forse per nuove figure professionali ad alta competenza e specializzazione come neuropsichiatri, infermieri professionali specifici, agenti di sorveglianza?
5) Perché, considerata la situazione demografica a forte crescita di popolazione anziana, non si è provveduto a considerare e valutare progetti per strutture ricettive ad alta qualità di servizi assistenziali, sanitari e riabilitativi?
6) siamo certi che la scelta della collocazione della Struttura da destinare a REMS nelle immediate vicinanze di edifici scolastici sia la scelta migliore?
7) siamo certi del reale valore sociale e riabilitativo del REMS e che non siano già al collasso prima del loro reale avvio?
8)la preventiva realizzazione della Rems è certo che non infici il successivo riordino della struttura ospedaliera?
Ecco queste domande vorremmo porle direttamente alla Commissione Regionale Sanità ed al suo Presidente, al Direttore Asl Giuseppe Pasqualone ed al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, accogliendo favorevolmente l’idea di un consiglio monotematico sul tema. D’altronde è palese che, per vari motivi, la stragrande maggioranze della cittadinanza sampietrana è contraria al R.E.M.S.”

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